Hotel Abruzzo, spendide residenze per le tue vacanze in montagna o al mare.
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Percorsi

 

Vacanza in Abruzzo
Mare, monti, arte e cultura, folklore e gastronomia: questa è la regione Abruzzo. Per la ricchezza e la varietà dei suoi aspetti soddisfa la molteplicità di interessi ed offre una vacanza veramente completa, ricche di continue scoperte, al turista che si appresta a visitarla.

 

Nel bosco Martese
La più grande selva della laga si distende sul versante orientale del massiccio tra i profondi valloni della Cavata e della Morricana, alterna grandi abeti dal fusto regolare alle faggete così frequenti nel resto dell' Abruzzo. "A perdita d' occhio alberi per una superficie di trenta km quadrati senza alcun sentiero... dovevamo farci strada con la scure e con la roncola, tra i tronchi ed i virgulti, tra i rovi, le piante e le erbee arboree". Così alla fine dell' Ottocento descriveva un viaggio nella grande foresta il naturalista teramano Giacinto Pannella. Anche la storia aggiunge suggestione alla foresta e alla via che l' attraversa. La selva era dedicata con tutta probabilità a Marte, il tracciato coincide, secondo alcuni storici, con la Via Metella romana e con l' itinerario seguito da Annibale e dall' esercito cartaginese tra le battaglie del Trasimeno e di Canne. Più tardi i frati del convento di Pascellata hanno mantenuto il tracciato, mentre bande di fuorilegge si sono nascoste nel folto. Decenni di tagli hanno modificato senz' altro la impressionante e severa wilderness di un secolo fa. Come in tutti i versanti della Laga, anche le captazioni dell' ENEL hanno tolto acqua dal Fosso della Morricana, per fortuna a valle delle splendide cascate della parte alta del vallone, e l' antica mulattiera è diventata una non bella sterrata. Ancora più in alto, sul crinale degli Jacci di Verre, stava per sorgere nei primi anni '80 una grossa stazione sciistica che avrebbe cambiato i connotati del massiccio più solitario d' Abruzzo. Collegato a Teramo e ad Ascoli Piceno da strade tortuose, scomode e proprio per questo affascinanti, il valico del Ceppo è il punto di accesso più noto ed evidente per il Bosco Martese. Da qui, il percorso più battuto - e un po' monotono, va detto - segue per quasi 6km la sterrata. Dalle prese dell' Enel si puo' proseguire per un ripido e non sempre evidente sentiero in direzione delle cascate della Morricana, autentico gioiello di questo versante del massiccio. Chi cerca una passeggiata più breve puo' limitarsi a camminare sulla sterrata. Molto bello, in alternativa, è anche salire agli Jacci di Verre, ammirare i suggestivi, "faggi torti" piegati dalla neve, raggiungere la conca dei pascoli e della Cavata o la non lontana vetta di Pizzo Moscio.

Il Percorso
L'albergo del Ceppo (1324 mt) si raggiunge in 36km da Teramo attraverso Rocca S. Maria. Oppure in 37km da Ascoli Piceno per valle Castellana, o in 30 km da Acquasanta Terme e dalla via Salaria per S. Paolo, S. Martino, Morrice e Pietralta. Dall' albergo si prosegue brevemente sulla grossa sterrata che entra nel bosco e raggiunge in meno di un Km u nbivio. Qui si va a destra, a piedi, per la sterrata chiusa al traffico delle auto che s' inoltra nel folto della foresta qui costituita in gran parte da faggi. Con lievi saliscendi si superano alcuni profondi valloni e si passa acccanto al rifugio della Fonte dei Guardiaboschi. Dopo un bel tratto tra gli abeti, si raggiunge la fine della strada, da cui un sentierino scende alla prese dell' Enel. Per raggiungere le cascate si sale brevemente sul fondo del vallone, e poi si continua per un ripido sentiero che inizia accanto a una staccionata e si inerpica fino ad un altro tracciato quasi orizzontale indicato da qualche segno rosso. Lo si segue per un quarto d' ora circa, poi si obliqua a sinistra nel folto fino allo spettacolare Fosso della Morricana, che si risale fino ai piedi della cascata più alta (1650 mt 1 ora). Quest' ultimo tratto, su tracce difficili da seguire è riservato ad escursionisti esperti.Il ritorno è per la stessa via. In alternativa (o dopo una passeggiata nel bosco) si puo'ì seguire a piedi l' altra sterrata, che sale tra grossi sbancamenti dino al valico di Lago dell' Orso (1814 mt, 1.30 ore), dove è un bivio. Proseguendo oltre il crinale si raggiungono in breve i vecchi cantieri degli Jacci di Verre e i vicini "faggi torti". Sull'opposto versante, un bel sentiero a mezza costa porta in 15 minuti circa al fondovalle della Cavata, nei pressi di una bella cascata. Dal valico, infine, un monotono ma panoramico crinale porta in 1.30 ore alla vetta di Pizzo di Moscio (2411 mt).

Annibale è passato di qui?
Un' antica leggenda ed un autentico interrogativo della storia s'incontrano sui monti della laga. L'interrogativo è uno solo: dove passò Annibale nel suo viaggio tra Spoleto e l' Adriatico, e quindi tra le battaglie del Trasimeno e di Canne? La tradizione amatriciana, che chiama "Tracciolino di Annibale" il sentiero verso Pizzo di Svevo, suggerisce i crinali della Laga. Vari storici hanno negato la cosa. Altri però hanno però sottolineato però la presenza di una "via Metella" tra Amatrice e le colline di Campli e Civitella del Tronto. Il tracciato ritenuto più probabile scavalcava il crinale tra Cimalepri e il Pizzo di Moscio, per poi scendere verso la Morricana e la Martese, e proseguire verso il Ceppo, Castel Manfrino e il Salinello. Uno spunto in più per un trekking di 3-4 giorni tra i più interessanti dell' appennino.

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