Percorsi turistici abruzzesi: Campofelice e la vetta del costone

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Percorsi

 

Vacanza in Abruzzo
Mare, monti, arte e cultura, folklore e gastronomia: questa è la regione Abruzzo. Per la ricchezza e la varietà dei suoi aspetti soddisfa la molteplicità di interessi ed offre una vacanza veramente completa, ricche di continue scoperte, al turista che si appresta a visitarla.

 

Campofelice e la vetta del costone

Caratteristiche: classica escursione in montagna, di media lunghezza e su sentiero segnato Tempo: 4-5 ore a piedi, con un dislivello da 600 a 700 metri
Periodo: da maggio a ottobre, d'inverno la gita fino al rifugio è un classico itinerario di sci-alpinismo o fondo escursionistico
Da non dimenticare: scarponcini, borraccia, copricapo
Per informazioni: CAI: sezione di L'Aquila (0862) 24342, sezione di Avezzano (0863) 415746, sezione di Roma (06) 6861011 Punti di appoggio e cucina: chi vuole passare la notte ad alta quota può utilizzare il rifugio Sebastiani, in alternativa si può puntare sugli alberghi e i ristoranti di Campo Felice, Casamaina, Lucoli e della non lontana L'Aquila

Ripido, solitario e selvaggio, il Velino è la terza vetta dell'Appennino, e senz'altro una delle più care ad escursionisti e sciatori di tutte le regioni vicine all'Abruzzo. Piramidale e imponente, la cima più alta raggiunge i 2487 metri, e domina Magliano dei Marsi, le rovine di Alba Fucens e la piana del Fucino. A nord della vetta più alta, il bellissimo solco della Valle di Teve delimita i Monti della Duchessa, un altro solitario massiccio sul confine con il Lazio. In direzione di L'Aquila, i pianori di Campo Felice e di Pezza, la grande faggeta del Cerasolo e le dolci valli di Morretano e del Puzzillo sono da sempre un paradiso per gli appassionati di ogni tipo di sci. D'estate, la natura arida e sassosa del Velino non frena l'entusiasmo dei conoscitori del massiccio. Ciò nonostante, per molte gite, è bene evitare le ore più calde del giorno. Per chi vuoi puntare alla vetta massima del gruppo, o anche solo limitarsi a quelle del Costone e delle cime vicine - il Colle dell'Orso, le punte Trento e Trieste, la Cimata di Pezza - il rifugio Sebastiani offre la soluzione ideale. Costruito dal CAI di Roma negli anni '20, oggetto di assurdi vandalismi alla fine degli anni '70 ma oggi risistemato e gestito per buona parte dell'anno, permette di compiere una ampia scelta di circuiti, ascensioni e traversate nel gruppo. L'itinerario che suggeriamo sale da Campo Felice al rifugio attraverso una delle valli carsiche più tipiche e austere dell'Appennino, poi sale con un tratto ripido allo straordinario belvedere del Costone orientale, probabilmente la vetta più frequentata del massiccio. Per il ritorno, c'è la scelta tra la via dell'andata (la più breve) e il periplo completo delle creste del Costone, dove spicca la impressionante e friabile parete Est della vetta occidentale della montagna. È anche possibile traversare in direzione dell'Altopiano delle Rocche, del Fucino o del solitario borgo laziale di Cartore. Ambienti e panorami sono ovunque di grande interesse. La gita più classica della zona, però, è proprio l'ascensione del Velino, per il panoramico itinerario che tocca il Colle dell'Orso, il Colle del Bicchero e sfiora la vetta di Pizzo Cafornia.

percorso

Dalla rotatoria all'ingresso del pianoro di Campo Felice (la si raggiunge dal casello di Tornimparte della A 24 Roma-L'Aquila-Teramo o da Lucoli e Casamaina) occorre seguire la sterrata, indicata da un cartello, che porta alla ben visibile costruzione dell'albergo-ristorante "da Alantino". Subito prima di questo, un cartello indica a sinistra la sterrata che porta verso il rifugio. La si segue in auto per quasi 3 km fino a una miniera di bauxite abbandonata (1642 metri). Qui si parcheggia. Si continua a piedi sulla carrareccia che entra nel bosco e sale fino ad affacciarsi sul solenne Piano del Puzzillo, dominato dalla parete Est del Costone occidentale. Si passa accanto a un rifugio di pastori (1825 metri) e si continua sul sentiero segnato che segue un sistema di valloncelli, dossi e piccoli ripiani carsici, per poi salire nettamente a sinistra al Colletto di Pezza e al vicino rifugio Sebastiani (2102 metri, 1.30 ore dalla miniera). Dal rifugio si sale in breve alla vicina vetta orientale del Costone (2271 metri, 0.30 ore), dove spicca una grossa croce. Da notare che il sentiero segnato dal CAI s'inerpica per un faticoso ghiaione che conviene invece evitare a sinistra con percorso più comodo. Se si torna per la via dell'andata, occorrono 1.30 ore dalla vetta del Costone alla miniera di bauxite abbandonata. Se si vuoi completare la giornata con l'anello delle creste, si segue l'altro percorso segnato che si abbassa sul crinale del Costone. Lo si abbandona quando questo lascia la cresta per scendere verso il Lago della Duchessa, e si sale a destra alla dentellata cresta sommitale della vetta occidentale del Costone (2239 metri), da cui scende ad est una ripida, impressionante e friabile parete. Dopo l'ultimo cocuzzolo della cresta si scende ancora per una cinquantina di metri, poi si taglia a destra a mezza costa fino a ritrovare il crinale al di là del Costone. Si prosegue a saliscendi e poi, da una sella (Passo del Puzzillo, 2073 metri) si scende a destra a ritrovare il percorso dell'andata. Occorre un'oretta in più.

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