Hotel Abruzzo, spendide residenze per le tue vacanze in montagna o al mare.
Se siete alla ricerca delle offerte più vantaggiose per trascorrere la vostra vacanza sulle vette più alte dell'appennino, o sulle splendide spiagge dell'adriatico, Abruzzovacanza è ciò che fa per voi offrendo ai suoi utenti una accurata selezione dei migliori hotel abruzzo.
- Campo Felice
- Campo Imperatore
- Ovindoli
- Prato Selva
- Passo Lanciano
- Roccaraso
- San Giacomo
- Prati di Tivo
Percorsi
- Tra Pescosansonesco, Forca di Penne e il Monte Picca
- Tra Rocca Clascio, Santo Stefano di Sessanio e castel del Monte
- Lungo il Tratturo tra San Demetrio ne' Vestini a Peltuinume Bominaco
- Da Campo Felice Alla vetta del Costone
- Gli scavi di Alba Fucens e il Fucino
- Le Gole di Celano
- Le Pagliare di Tione e di Fontecchio
- Le sorgenti del Pescara
- Nei Boschi dei Monti Simbruini
- La cascata di Zompo lo Schioppo
- Tra i solitari Monti della Vallelonga
- Sulle tracce dei Sanniti tra Alfedea e Barrea
- A balcone sul lago di Scanno
Percorsi
- Tra Pescosansonesco, Forca di Penne e il Monte Picca
- Tra Rocca Clascio, Santo Stefano di Sessanio e castel del Monte
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Vacanza in Abruzzo
Mare, monti, arte e cultura, folklore e gastronomia: questa è la regione Abruzzo. Per la ricchezza e la varietà dei suoi aspetti soddisfa la molteplicità di interessi ed offre una vacanza veramente completa, ricche di continue scoperte, al turista che si appresta a visitarla.
Da Civitella del tronto agli eremi del Salinello
All estremita settentrionale dell Abruzzo, in vista del corso del Tronto che segnava il confine tra regno di Napoli e possedimenti della Chiesa, Civitella e i suoi dintorni offrono un itinerario di grandissimo interesse, vario al punto giusto, in uno degli angoli meno noti dell' intera regione: storia e natura, anche qui si danno una mano. Costruita su di una collina dai fianchi molto ripidi, oggetto di un ottimo e recente restauro, la fortezza di Civitella è uno straordinario bel vedere sul vicinissimo massiccio della montagna di Campli e della montagna dei Fiori, propaggini orientali dei monti della laga. Legata per la maggioranza degli italiani all' assedio del 1860-61, conclusosi dopo quasi sette mesi con la capitolazione della guarnigione borbonica, è stata fortificata, assediata e conquistata molte volte. Le sue strutture sono essenzialmente quelle realizzate a cavallo tra il CInquecento e il Seicento, per iniziativa dei Vicere' spagnoli di Napoli. La lunga cronostoria dei fatti d' arme ad essa legati inizia con l' assedio delle truppe ascolane (1255), prosegue con il saccheggio da parte dei francesi di Odetto di Fois (1528) e l'ì assedio da parte del duca di Guisa (1557). Nel 1624 un fulmine fece saltare la santabarbara, nel 1732 gli Austriaci subentrarono agli Spagnoli, per essere cacciati nel 1806 dai Francesi. Più volte (1602, 1683, 1809) furono bande di brianti locali ad espugnare la fortezza. La resa borbonica del 20 marzo 1861 segnò la fine di una storia sanguinosa. Ancora più antico, l' eremo di Grotte Sant' Angelo, dedicato in realtà a San Michele Arcangelo, è l' altra attrazione storica della zona. Costruito in un' imponente cavità frequentata per culto fin dalla preistoria (vi sono state trovate tracce di sacrifici e di cannibalismo rurale), ospita ancora una bella statua del santo, e ha purtroppo subito di recente restauro un discutibile restauro. Dalle sue rocce l' eremo domina lo sbocco delle selvagge Gole del Salinello, che separano la montagna di campli dalla montagna dei fiori. Spettacolari e di eccezionale interesse, protette dal 1990 da una riserva naturale regionale estesa su 800 ettari, le gole ospitano una straordinaria avi-fauna che include l' aquila reale, lo sparviero, il falco pellegrino, il gheppio, il picchio muraiolo, il gufo comune e il codirosso spazzacamino. La zona è popolata anche dal cinghiale, dallo scoiattolo, dal ghiroe dalla volpe, mentre solo sporadiche sono le segnalazioni del lupo. Il sentiero che percorre il canyon tra grotta S. Angelo e Castel Manfrino è uno dei più suggestivi del Teramano e dell' intero Abruzzo.
Il percorso
Antica piazzaforte settentrionale del Regno di Napoli, civitella sorge una decina di Km a sud dell' ampio corso del tronto, dov' è l' odierno confine tra abruzzo e marche. Si raggiunge da teramo o ascoli piceno per la statale 81, oppure da alba adriatica per la statale 259 e s. omero. La visita della fortezza occupa la parte iniziale della gita. Al suo interno, in particolare, meritano attenzione la piazza d' armi, il bastione di s. giacomo, il palazzo del governatore , i resti della chiesa di San Iacomo. Le antiche caserme borboniche ospitano un piccolo ma interessante Museo dedicato alla storia della fortezza. Prima di lasciare Civitella meritano una visita anche le strette strade del centro storico, dove si può visitare la chiesa di S. Francesco. Interessante anche il palazatet rinascimentale sede del governatore civile della zona in Largo Rosati. Poco fuori Civitella, su un colle è il convento di S.Maria dei Lumi. Dall' abitato si torna in breve alla statale 81, la si segue per due km e di devia in salita fino al piccolo borgo di Ripe, all' ingresso delle gole. Una strada sterrata a mezza costa porta a un posteggio, da cui un sentiero sale in pochi minuti al suggestivo ermeno di Grotta S. Angelo, restaurato di recente e che occupa una vastissima caverna naturale. Siamo ormai all' ingresso delle vere e proprie GOle del Salinello, uno dei più spettacolari valloni abruzzesi. Il sentiero segnato che le percorre richiede quattro ore fino agli imponenti rideri di Castel Manfrino (raggiungibili anche in auto). Proseguendo per mezz' ora dall' eremo si entra nella zonapiù caratteristica e suggestiva, e ci si può fare un' idea dell' intero Vallone.
L' enigmatico castello Manfrino
In alto prima che le gole del salinello si allarghino, in un' ampia conca di pascoli, uno sperone roccioso ospita uan delle fortezze più isolate e suggestive d' abruzzo. Legata secondo il nome e la tradizione popolare al re svevo Manfredi, l' imponente castel manfrino, si alza a 936 metri in quota, in vista delle cime della montagna di Campli e delle montagna dei Fiori, in un luogo già occupato da un castrum romano. Qui arrivava dopo aver scavalcato la Laga, anche l' enigmatica via Metella. Oltre che con un lungo, scomodo e suggestivo sentiero da Ripe, il castello si raggiunge con una breve passeggiata dalle poche case di macchia da Sole. Basta un quarto d' ora a piedi per raggiungere il suggestivo torrione affacciato sulle gole e le "montagne gemelle".
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